- Si. - risposi
poco convinta.
Evan scostó le coperte e dopo essersi infilato nel mio
letto mi strinse a se.
- Perché
non l'hai aperto davanti agli altri? - mi chiese, riferendosi al suo regalo.
Sospirai e mi preparai a dire ciò che si aspettava.
Dopotutto quando uno ti regala un'anello ha in mente una
sola cosa.
- Ev ... non possiamo andare di là e dire: Noi
ci amiamo e vogliamo sposarci. Cosa si direbbe di noi?
- Certo che
possiamo. Magari non alle due di notte e non in pigiama ... aspetta tu hai
detto " Ci amiamo" quindi ...
Mi voltai verso di lui dandogli un bacio leggero sulle
labbra.
- - Si.
Due mesi prima Evan mi aveva confessato il suo
amore. Disse che era inevitabile, che
era destino e poi mi bació nello stesso letto in cui io gli stavo esprimendo i
miei sentimenti.
In effetti innamorarsi di lui era stato inevitabile,
avevamo vissuto nella stessa casa volendoci bene come fratelli ma senza esserlo
davvero. Lui aveva visto crescere me ed io lui.
Evan era bello come i fiori che sbocciano d'inverno,
tanto forte quanto delicato.
Mi guardò come per pregarmi e alla fine, come sempre,
vinse.
- Hai vinto tu. Domattina gli diremo tutto Ev. Solo ...
chi dovrebbe parlare con chi? -
chiesi , oramai rassegnata ma felice.
- Allora tu con nostro padre che non ti ammazzerebbe
mai, io con nostra madre che sarà la più difficile da convincere. Se prende il
mestolo inizia a scappare mi raccomando. Roley invece lo capirà da sola, se non
c'è arrivata prima di noi. - rispose ridendo.
- Sei troppo felice. - gli feci notare sbadigliando.
- E tu troppo stanca. Dormi piccola Tia ... resto io con te.
L'alba portò con se un dolce profumo di biscotti e mia
madre che fissava indispettita me ed Evan abbracciati sotto le coperte.
- Oh cavolo! - dissi , a voce così alta da far svegliare
anche lui.
- Chi di voi due mi spiega cos'è questa storia? - chiese
rossa in viso.
Mia madre raramente perdeva le staffe , ma quando lo
faceva era visibile a tutti; il viso le diventava rosso e le labbra sembravano
serrate.
- Possiamo spiegare tutto. - dissi alzandomi di scatto. -
Non è assolutamente come sembra.
- Non è come sembra? Vi trovo a letto insieme e ... non è
come sembra? Avete dieci minuti per scendere di sotto, altrimenti vi butteró
entrambi fuori da questa casa. Sono stata chiara?
Senza attendere risposta marció fuori dalla stanza e
iniziò a svegliare tutti ... poteva significare una sola cosa: Riunione di
Famiglia.
La sentimmo gridare per casa che la nostra famiglia era
rovinata, che io avevo perso la dignità.
- La sta facendo più tragica del previsto. - disse Evan
ridendo.
- Bhe , probabilmente voleva vedermi sistemata con quel
macellaio infondo alla strada o una cosa così ... lo sai che la carne costa
tanto. Poi tu sei il mio ...
- Fratellastro? - Evan mi fermò di colpo. - È questo che
volevi dire?
- No, volevo dire "Migliore amico" , ma sei
anche il mio fratellastro tecnicamente.
Quando arrivammo in cucina erano tutti seduti ad
aspettarci: mia madre, che quasi non ci guardava; mio padre, che scuoteva la
testa assonnato e Roley che assieme ai nonni tentava di capire il motivo di
tutto quel baccano. Evan fece un passo avanti, coprendomi metà corpo, come a
farmi da scudo.
- Ho chiesto a Talya di sposarci . - annunciò senza
troppe cerimonie. - Speriamo di avere la vostra benedizione, altrimenti ...
andremo via. Posso mantenerla.
Mio padre sembrò riflettere per qualche minuto e stava
per parlare , quando bussarono alla porta e la mia vita cambió senza darmi il
tempo di capire il perché.

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