mercoledì 16 dicembre 2015

Capitolo due - Fly Away

   

    - Dormi?
    - Si. - risposi poco convinta.
Evan scostó le coperte e dopo essersi infilato nel mio letto mi strinse a se.
    -      Perché non l'hai aperto davanti agli altri? - mi chiese, riferendosi al suo regalo.
Sospirai e mi preparai a dire ciò che si aspettava.
Dopotutto quando uno ti regala un'anello ha in mente una sola cosa.
    -  Ev ... non possiamo andare di là e dire: Noi ci amiamo e vogliamo sposarci. Cosa si direbbe di noi?
    - Certo che possiamo. Magari non alle due di notte e non in pigiama ... aspetta tu hai detto " Ci amiamo" quindi ...
Mi voltai verso di lui dandogli un bacio leggero sulle labbra.
-        - Si.

Due mesi prima Evan mi aveva confessato il suo amore.  Disse che era inevitabile, che era destino e poi mi bació nello stesso letto in cui io gli stavo esprimendo i miei sentimenti.
In effetti innamorarsi di lui era stato inevitabile, avevamo vissuto nella stessa casa volendoci bene come fratelli ma senza esserlo davvero. Lui aveva visto crescere me ed io lui.
Evan era bello come i fiori che sbocciano d'inverno, tanto forte quanto delicato.
Mi guardò come per pregarmi e alla fine, come sempre, vinse.
- Hai vinto tu. Domattina gli diremo tutto Ev. Solo ... chi dovrebbe      parlare con chi? - chiesi , oramai rassegnata ma felice.
 -  Allora tu con nostro padre che non ti ammazzerebbe mai, io con nostra madre che sarà la più difficile da convincere. Se prende il mestolo inizia a scappare mi raccomando. Roley invece lo capirà da sola, se non c'è arrivata prima di noi. - rispose ridendo.
- Sei troppo felice. - gli feci notare sbadigliando.
- E tu troppo stanca. Dormi piccola Tia  ... resto io con te.

L'alba portò con se un dolce profumo di biscotti e mia madre che fissava indispettita me ed Evan abbracciati sotto le coperte.
- Oh cavolo! - dissi , a voce così alta da far svegliare anche lui.
- Chi di voi due mi spiega cos'è questa storia? - chiese rossa in viso.
Mia madre raramente perdeva le staffe , ma quando lo faceva era visibile a tutti; il viso le diventava rosso e le labbra sembravano serrate.
- Possiamo spiegare tutto. - dissi alzandomi di scatto. - Non è assolutamente come sembra.
- Non è come sembra? Vi trovo a letto insieme e ... non è come sembra? Avete dieci minuti per scendere di sotto, altrimenti vi butteró entrambi fuori da questa casa. Sono stata chiara?

Senza attendere risposta marció fuori dalla stanza e iniziò a svegliare tutti ... poteva significare una sola cosa: Riunione di Famiglia.
La sentimmo gridare per casa che la nostra famiglia era rovinata, che io avevo perso la dignità.
- La sta facendo più tragica del previsto. - disse Evan ridendo.
- Bhe , probabilmente voleva vedermi sistemata con quel macellaio infondo alla strada o una cosa così ... lo sai che la carne costa tanto. Poi tu sei il mio ...
- Fratellastro? - Evan mi fermò di colpo. - È questo che volevi dire?
- No, volevo dire "Migliore amico" , ma sei anche il mio fratellastro tecnicamente.
Quando arrivammo in cucina erano tutti seduti ad aspettarci: mia madre, che quasi non ci guardava; mio padre, che scuoteva la testa assonnato e Roley che assieme ai nonni tentava di capire il motivo di tutto quel baccano. Evan fece un passo avanti, coprendomi metà corpo, come a farmi da scudo.
- Ho chiesto a Talya di sposarci . - annunciò senza troppe cerimonie. - Speriamo di avere la vostra benedizione, altrimenti ... andremo via. Posso mantenerla.

Mio padre sembrò riflettere per qualche minuto e stava per parlare , quando bussarono alla porta e la mia vita cambió senza darmi il tempo di capire il perché.

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